Risarcimento da malasanità

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Anche se al giorno d’oggi gli errori medici sono sempre di meno, può comunque capitare di subire un danno dovuto ad una operazione sbagliata o ad una diagnosi del tutto errata. In questi casi come è possibile far valere il danno che si ha subito, come dimostrarlo e come ottenere il risarcimento?
Risarcimento malasanità ed errore medico sono situazioni abbastanza spinose che, se dimostrate, danno origine ad un diritto al risarcimento. Quando si parla di malasanità si fa riferimento a tutti quei casi di scarsa organizzazione, di cattiva conduzione degli interventi, di diagnosi e prognosi del tutto errate ovvero di mancata prescrizione di esami che sarebbero fondamentali. Sono errori del medico o dell’equipe che possono costare anche cari al paziente.
Ma non in tutti i casi è possibile ottenere un risarcimento da malasanità, è bene essere preparati al fatto che non sempre il risarcimento viene accettato. Quando è possibile ottenere un risarcimento? Quando l’errore medico viene accertato, quando e se l’errore ha causato un danno grave o permanente al paziente.
Occorre che il paziente possa dimostrare (con l’aiuto di un perito, ovviamente) l’esistenza di questi elementi, altrimenti ricevere una qualsiasi tutela risarcitoria sarà davvero difficile.
In secondo luogo, non bisogna sottovalutare i tempi della prescrizione. Il danno da malasanità in genere deve essere fatto valere entro dieci anni dal giorno in cui è stato possibile rilevare il danno e quindi esercitare il diritto.
Perché rivolgersi ad un professionista? Perché solamente un avvocato, accompagnato da esperti in perizie su danni da malasanità, potrà realmente dirti se si tratta davvero di un danno di malasanità, se sei nei termini della prescrizione, se è necessaria l’azione civile, penale, o entrambe e se bisogna considerare responsabile del danno solo un medico o tutta la struttura sanitaria.

Responsabilità civile e penale

Per prima cosa l’avvocato sottoporrà chi eccepisce un danno da malasanità alla perizia dell’esperto che valuterà se e in che quantità esiste il danno.
Se per l’avvocato sussiste la responsabilità civile, è necessario effettuare la richiesta risarcitoria all’ASL o al presidio medico, e bisogna avere a portata di mano le proprie cartelle cliniche, lastre, certificati, risultati delle analisi, ogni documento clinico del percorso di cura.
Il legale valuterà l’azione penale – da sola o assieme a quella civile – se ritiene sussista un caso di lesioni, ad esempio. In questo caso però le indagini verranno condotte non solo dall’avvocato ma anche dal Pubblico Ministero.
Infine, è anche possibile denunciare un caso di malasanità all’URP, Ufficio Relazioni col Pubblico, al quale esporre le proprie rimostranze per il trattamento ricevuto nella struttura ospedaliera.
La denuncia all’URP non è banale come potrebbe sembrare, anzi. Si tratta di una segnalazione importante e può far scaturire un iter di controlli in seguito alla denuncia di un trattamento carente o di un danno lamentato. Per recarsi all’URP è necessario andare all’ufficio dell’ospedale e si può inoltrare una richiesta o una lettera, allegando anche i documenti come cartelle cliniche, risultati di esami che possano confermare quello che si sostiene. L’URP dovrebbe rispondere entro 30 giorni al massimo.