La tecnologia nello sport

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La tecnologia ha profondamente cambiato le nostre vite, soprattutto negli ultimi due decenni. L’avvento di internet e dei pc, dei cellulari prima e degli smartphone poi, ha modificato le nostre abitudini quotidiane, portandoci per molte ore della giornata ad essere sempre connessi.

Cambiamenti che hanno riguardato tutti i settori dell’esistenza, non ultimo l’attività sportiva, sempre alla ricerca di una massimizzazione delle performance.

La tecnologia nello sport ha fatto passi da gigante, permettendo sia ai dilettanti che ancor più ai professionisti, di utilizzare soluzioni tecniche innovative, in grado di migliorare le prestazioni: in primis durante l’allenamento e poi, di conseguenza, nelle gare ufficiali.

Innovazioni sia in ambito di materiali, ma soprattutto in termini di strumenti di verifica di un corretto training.

Ci sono sport che hanno beneficiato maggiormente di queste nuove tecnologie, anche in virtù delle loro particolari caratteristiche.

Uno di questi è certamente il golf, beneficiario non solo di nuovi materiali neanche lontanamente paragonabili a quelli usati in passato: per capirsi, niente più mazze di legno, delle quali rimane solo il nome per alcune di esse (wood), bensì titanio, grafite e ancora acciaio, capaci di garantire performance e durate superiori. Dietro queste evoluzioni ci sono lunghe ricerche in laboratori specializzati, dove vengono applicate regole di fisica, chimica ed ingegneria al servizio dello sport.

Stesso dicasi per il tennis: fibra di vetro, di carbonio, o il meno costoso alluminio al posto dei racchettoni di una volta. Le aziende sono sempre più all’avanguardia nell’offrire allo sportivo la soluzione più performante in termini di materiali.

La tecnologia nello sport che più interviene nel gesto sportivo è quella affidata a sensori capaci di rilevare il movimento dello sportivo, e correggerlo: adatti per l’analisi dello swing nel golf, per il colpo nel tennis e nel baseball, ma anche per sport apparentemente più semplici come il calcio, nei quali monitorare tanti fattori.

In pratica, si abbinano le prestazioni di uno smartphone di buon livello – ormai a titolo definitivo paragonabile ad un piccolo pc portatile – con quelli di un sensore applicato ad una zona precisa del corpo o dello strumento utilizzato, che interagisce nel movimento. Nel tennis si applica ad esempio il sensore alla racchetta, nel baseball sulla mazza, nel golf sul guanto, e via dicendo.

Attraverso un intermediario, ovvero un’applicazione scaricabile e attivabile sul proprio dispositivo, ecco che dopo opportune impostazioni, una miriade di dati e anche immagini in 3d sono a nostra disposizione e dell’eventuale maestro o allenatore, per individuare i problemi più comuni, e andare a modificarli. Modifiche che miglioreranno l’allenamento e, di conseguenza, la prestazione sportiva.