Il trasferimento del fondo pensione: ecco come si fa! 

Un fondo pensione è una soluzione di investimento alla quale sempre più persone fanno riferimento negli ultimi anni, per potersi garantire una rendita complementare rispetto a quella pensionistica dello Stato.

Oggi come oggi le norme sulla previdenza assicurativa cambiano sempre più velocemente e di conseguenza non è semplice potersi garantire un futuro economicamente solido. Se si sottoscrive un fondo pensione, però, è possibile investire una parte di risparmio per assicurarsi in un futuro, a latere della pensione statale, anche un assegno integrativo che ci consente di vivere più serenamente.

Quando si aderisce ad un fondo pensione, non tutti sanno che è anche possibile spostare il medesimo: si parla tecnicamente di trasferimento del fondo pensione che permette di conservare anche l’anzianità maturata.

Si può quindi pensare di trasferire tutto quello che si ha risparmiato in un diverso strumento pensionistico che, ad esempio, abbia delle garanzie maggiori o che comunque risulti più conveniente.

In poche parole come spiega anche questo approfondimento del sito propensione sul trasferimento del fondo pensione, una volta che siano passati almeno due anni dall’adesione ad un fondo pensione, è possibile trasferire il gruzzolo che si ha accumulato in un altro prodotto previdenziale, senza perdere l’anzianità.

Non solo. Se si perdono i requisiti dell’adesione al fondo pensione (cosa che può avvenire, ad esempio, se non si lavora più nell’azienda con la quale si aveva sottoscritto il fondo) è possibile spostare il fondo pensione senza attendere i due anni. Ma come si effettua il trasferimento del fondo pensione? Quali sono i requisiti? Scopriamolo assieme.

 Il trasferimento del fondo pensione: come si fa

Il trasferimento del fondo pensione permette di poter scegliere una soluzione previdenziale diversa da quella che abbiamo già concluso, purché siano passati due anni (se non vogliamo perdere l’anzianità maturata).

Insomma, è sempre possibile cambiare idea e scegliere di optare per il trasferimento del fondo pensione rispetto ad un altro fondo o strumento pensionistico che abbia delle caratteristiche che troviamo più vantaggiose. Scopriamo come è possibile effettuare il trasferimento del fondo pensione, quali documenti servono, entro quanto si può fare e quali sono i costi.

Per poter spostare il fondo pensione è necessario avere alcuni requisiti: i requisiti sono che il prodotto di destinazione, quello verso il quale ci si sposta, sia previdenziale: cioè, deve rispondere al d.lgs. 252/02 e modificazioni. Non solo. Bisogna anche che l’adesione al fondo di destinazione sia già effettuata.

Il trasferimento del fondo pensione comporta come abbiamo visto il mantenimento dell’anzianità contributiva e l’esenzione fiscale.

 Processo di trasferimento: quali sono i costi da affrontare? Come si fa?

Ma come si fa il trasferimento in questione? Nulla di eccessivamente complicato, bastano pochi documenti. Bisogna infatti produrre due documenti: una richiesta di trasferimento scritta, che sia firmata dall’aderente; una autorizzazione al trasferimento, che va rilasciata dal fondo cessionario.

Quindi basta esprimere la volontà di trasferire il fondo pensione su un foglio, per iscritto e firmato, da parte dell’aderente. Di conseguenza, ciascun fondo pensione deve mettere a disposizione un modulo da compilare a tale scopo.

In genere, si chiede anche che al documento sia allegata la fotocopia di un documento di riconoscimento da parte del richiedente.

Secondo la legge, il trasferimento del fondo pensione va eseguito entro sei mesi dal momento della data di ricezione del modulo che chiede il trasferimento stesso.

Bisogna pagare per il trasferimento del fondo pensione? Dipende. I costi, se ci sono, sono sempre indicati nel regolamento del fondo pensione cessionario e comunque non sono sempre presenti: si ricorda che ogni fondo pensione deve indicare nel regolamento eventuali costi previsti per l’operazione.