Bologna, una città tutta da gustare

Bologna, città dalla lunga storia, ha collezionato molti nomi che la definiscono. Come sede dell’Università più antica d’Europa è detta Bologna la “dotta”, per il colore dei tetti è definita la “rossa” e per la gastronomia è conosciuta come “la grassa”.
Infatti, ha una tradizione culinaria molto antica, sono tanti i piatti tipici, primi fra tutti i famosissimi tortellini e le tagliatelle ma, anche per i dolci, Bologna non è seconda a nessuno.
Alcuni di questi risalgono, addirittura, al Medioevo come, per esempio, la Torta di Riso, detta anche Torta degli Addobbi, un delizioso incontro tra riso, zucchero, cedro candito e mandorle che, come vuole la tradizione, va servito tagliato a losanghe proprio come veniva offerto dai bolognesi in occasione della festa del Corpus Domini.

Pasticceria natalizia: il Certosino e la Pinza

Sempre all’età medievale risale anche il Certosino, un vero e proprio baluardo della pasticceria a Bologna, tanto che la sua ricetta, dopo una ricerca storica, è stata depositata presso la Camera di Commercio della città. Questo dolce, che si prepara per Natale, inizialmente era conosciuto come panspeziale, perché lo cucinavano gli speziali, vale a dire i farmacisti, poi l’incombenza passò ai frati certosini e allora il nome rese loro omaggio.
Insieme al Certosino c’è anche il Panone, che un po’ gli somiglia perché prevede l’uso di canditi, cacao e mandorle per guarnirlo ma si differenzia nella consistenza che si avvicina di più al tipico Panettone.
Ma i dolci natalizi non sono ancora finiti, non si può dimenticare la Pinza, pasta frolla cosparsa di mostarda alla bolognese e poi richiusa su se stessa, anche questa ricetta ha origini piuttosto lontane, risale infatti al ‘600.

La mostarda, raviole e crostate

Abbiamo accennato alla mostarda e vale la pena raccontare anche di questa tipica confettura che ha origini contadine e veniva utilizzata come ripieno di diversi dolci, oltre alla Pinza anche raviole e crostate. La ricetta prevede l’uso di frutta mista che viene fatta bollire a lungo con zucchero e limone per poi aggiungere, all’ultimo, frutta secca e senape. Il risultato è una composta un po’ dolce e un po’ aspra che solletica le papille gustative di chi l’assaggia.

Mai farsi mancare un buon dolce da mangiare!

Di fatto, ad ogni occasione corrisponde un dolce diverso, così, passate le feste natalizie inizia il Carnevale col profumo e la fragranza delle Chiacchiere, che a Bologna si chiamano Sfrappole. Un sottilissimo strato di pasta filata che viene fritta e cosparsa di zucchero a velo. Per renderle più colorate alcuni le irrorano di alchermes dando loro una bella nuance rossastra.
A seguire, per la festa del papà, il 19 Marzo, si preparano le raviole di San Giuseppe, ripiene, come già detto, di mostarda, esclusivo prodotto made in Bologna. E poi la ciambella, che in dialetto bolognese si dice Brazadela, una torta secca che va intinta nel latte o, per i buongustai, nel vino e il salame di cioccolato, tipico del periodo pasquale.
Da non dimenticare anche i biscotti, semplici e genuini perché fatti con farina, uova, zucchero e burro, decorati con glassa e confettini colorati oppure “lisci”. Si usa regalarli come gesto d’affetto ed è sempre una gioia per i bambini poter partecipare alla loro preparazione, giocando con le tante formine a disposizione per tagliarli.

Dove provare queste delizie a Bologna?

Per chi volesse assaggiare la vera pasticceria a Bologna consigliamo una visita a quella di Bonfi, maestro bolognese che ha basato la produzione del suo laboratorio proprio sulle ricette tradizionali della città.
Se siete preoccupati di aver esagerato tranquillizzatevi, dopo la scorpacciata di dolci potrete fare una bella camminata seguendo i famosi portici, solo nel centro storico ce ne sono ben 38 km, ogni peccato di gola sarà così abbondantemente espiato!