Normative WLTP per l’omologazione, il mercato automotive è nel caos

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Quella appena trascorsa è stata un’estate di fuoco per le case automobilistiche. Non soltanto, ovviamente, FCA ha subito l’improvvisa scomparsa dell’amministratore delegato Sergio Marchionne; per tutti i produttori è arrivato il momento di adeguarsi alle nuove normative WLTP per l’omologazione dei veicoli.

L’acronimo sta per Worldwide harmonized Lightwight vehicles Test Procedure, un’iniziativa mondiale che mira appunto ad armonizzare la legislazione dei diversi Stati circa le emissioni di CO2. Già approvata a settembre 2017, il termine per la riomologazione dei veicoli già sul mercato è scaduto il 31 agosto scorso portando con sé diverse difficoltà tecniche.

Una buona sintesi viene fatta da uno dei nostri intervistati, il dott. Grignani, uno dei più noti concessionari Suzuki di Pavia: “Tutti i modelli in arrivo da questo mese hanno la nuova omologazione. Per le poche vetture in stock le case hanno chiesto la deroga prevista all’immatricolazione fino a settembre 2019. l problema è stato che le case hanno avuto poco tempo per adeguarsi alle nuove omologazioni che richiedevano molte più prove. Banalmente non c’era disponibilità di banchi prova!”

In cosa consiste la normativa WLTP

Il Parlamento Europeo ha approvato la normativa con l’obiettivo di aumentare la stretta sui produttori di auto, costringendoli a migliorare ancora l’efficienza dei veicoli in termini di emissioni. Per questo l’omologazione WLTP avviene sulla base di un duplice test, svolto prima in laboratorio e poi su strada.

Il test in laboratorio somiglia a quello già necessario in precedenza per ottenere l’omologazione. Il parametro di riferimento è sempre la quantità di CO2 liberata nell’aria in un chilometro di tragitto, misurata in grammi. Per il momento i limiti rimangono quelli precedenti all’entrata in vigore della nuova procedura, ma gli strumenti sono stati affinati ed i controlli resi più difficili da eludere. Dopo lo scandalo Volkswagen, sembra che l’intento del legislatore sia stato proprio quello di non ripetere mai più una simile catastrofe mediatica.

La parte del test che preoccupa di più le case automobilistiche è invece quella svolta su strada. Questa prende il nome di RDE (Real Driving Emissions) e consiste nel compiere una nuova misurazione in condizioni di guida realistiche. In teoria non dovrebbe esserci differenza con quanto rilevato in laboratorio, ma in pratica le cose sono molto diverse. Specialmente le grandi berline, i SUV ed i crossover di maggiori dimensioni hanno infatti dimostrato una netta discrepanza tra il rullo del laboratorio e l’asfalto della strada. Quel che avviene è che il motore e l’impianto di scarico incominciano a sporcarsi ed a determinare maggiori consumi; questi determinano a loro volta maggiori emissioni. Per le auto dei segmenti D, E ed F la discrepanza media registrata è del 12%.

Rotta verso il 2021: ancora più limitazioni ai produttori

Il Parlamento Europeo non si è limitato ad approvare la nuova normativa WLTP, avendo già pianificato un’agenda piuttosto impegnativa per i costruttori. Al momento, infatti, alle auto è consentita l’emissione di 130 g di anidride carbonica per ogni chilometro percorso. Il limite sarà abbassato a 95 g nel 2021, ma i produttori stanno già faticando ora a convivere con i limiti attuali.

La politica economica ed ambientale europea sembra anche diretta verso l’armonizzazione delle tasse dirette ai possessori di auto più inquinanti. Nel prossimo biennio, dunque, possiamo aspettarci un rincaro delle tasse quantomeno sui veicoli diesel di grossa cilindrata; non a caso, questi sono anche in costante calo di vendite da oltre due anni e mezzo. Attenzione poi alle multe ai produttori: per il momento, i trasgressori della WLTP vengono puniti con il blocco delle vendite dei loro mezzi. Chi dovesse invece cercare di aggirare il sistema sarà punito con una sanzione di 90 € per ogni grammi di CO2 prodotto dal modello in questione oltre al limite di legge, tutto moltiplicato per il numero di auto vendute.

Nel frattempo continuano ad arrivare notizie dai produttori: c’è chi, come il gruppo PSA, si dimostra già pienamente entrato nella prospettiva delle nuove regole e chi, come Volkswagen, continua a chiedere proroghe e a lavorare per migliorare l’efficienza dei propri modelli.

Non stupisce quindi che il noleggio a lungo termine, soprattutto a metano, sia una scelta sempre più attuata dai consumatori=