In un mondo sempre più interconnesso, come quello odierno, in cui gran parte delle attività quotidiane, professionali e criminali si svolge in ambito digitale, la figura del perito informatico forense è diventata fondamentale.
Parliamo di un professionista specializzato nell’analisi tecnica dei dispositivi elettronici e delle tracce digitali, capace di ricostruire eventi, recuperare dati e supportare indagini giudiziarie e aziendali.
Tra gli esperti riconosciuti in Italia si può citare anche Luca Mercatanti, esperto perito informatico forense, spesso coinvolto in analisi complesse e consulenze tecniche.
Nelle righe che seguono analizzeremo il ruolo, le competenze e le responsabilità di questo professionista, evidenziando anche la crescente importanza delle indagini digitali nelle procedure investigative moderne.
Chi è e cosa fa un perito informatico forense
Il perito informatico forense è un professionista che opera nel campo dell’informatica applicata alle indagini.
La sua missione principale consiste nel raccogliere, conservare, analizzare e interpretare dati digitali nel rispetto delle metodologie riconosciute e delle normative vigenti.
Le principali attività comprendono:
- analisi di dispositivi digitali come computer, smartphone, tablet, server e memorie esterne;
- recupero dei dati cancellati, danneggiati od occultati;
- individuazione di intrusioni informatiche e ricostruzione della dinamica di attacchi o violazioni di sicurezza;
- produzione di relazioni tecniche forensi utilizzabili in ambito giudiziario o aziendale;
- testimonianza in tribunale, quando richiesta, come consulente tecnico.
La caratteristica essenziale di questo professionista è la capacità di operare mantenendo la cosiddetta catena di custodia, cioè l’insieme delle procedure necessarie per garantire che i dati analizzati siano autentici e non alterati.
Le competenze richieste al perito informatico forense
Per svolgere con efficacia questo ruolo è necessaria una combinazione di competenze tecniche, metodologiche e legali.
Un buon perito informatico forense deve conoscere approfonditamente:
- sistemi operativi e architetture hardware;
- strumenti di digital forensics, come software di imaging, analisi dei log, estrazione forense dei dati;
- reti informatiche e protocolli di comunicazione;
- normative su privacy, sicurezza informatica e procedura penale, soprattutto per quanto riguarda la gestione della prova digitale.
Oltre alle competenze tecniche, sono fondamentali precisione, imparzialità e capacità di redigere documenti chiari, comprensibili anche per chi non ha formazione informatica.
L’importanza della prova digitale nelle indagini moderne
Con l’aumento esponenziale dell’utilizzo di dispositivi connessi, la prova digitale è diventata spesso decisiva nelle indagini giudiziarie.
Che si tratti dei reati informatici più diffusi, controversie civili, accertamenti patrimoniali o indagini difensive, l’informatica forense permette di ottenere elementi concreti e verificabili.
La prova digitale può includere:
- messaggi di posta elettronica;
- log di sistema o di rete;
- chat e messaggi istantanei;
- file cancellati o nascosti;
- cronologia di navigazione e tracce online.
Questi elementi, invisibili a un occhio non esperto, possono raccontare una storia precisa e dettagliata, rendendo il perito informatico forense un professionista cruciale per magistrati, avvocati e aziende.
Le sfide attuali e future della digital forensics
La recente introduzione di nuove tecnologie, come cloud computing, intelligenza artificiale, crittografia avanzata e dispositivi IoT, rendono le analisi forensi più complesse rispetto al passato.
Il perito deve quindi aggiornare continuamente le sue competenze, partecipare a corsi di formazione e studiare nuovi strumenti e metodologie.
Un’altra sfida rilevante riguarda la velocità con cui i dati possono essere alterati, cancellati o trasferiti, rendendo essenziale una risposta rapida e tecnicamente impeccabile.




