Guida in cucina: come non far attaccare il pesce alla piastra

come non fare attaccare il pesce alla piastra

Durante un pranzo o una cena a base di pesce, la prima cosa che si vuole fare davanti a parenti, amici o al proprio partner, è far bella figura. E cosa c’è di meglio di non far attaccare il pesce alla piastra? Questo è uno degli errori tipici che purtroppo, potrebbero compromettere l’intera preparazione in cucina.

Il segreto per non far restare attaccato il pesce (o qualsiasi altro alimento da cottura), è metterlo alla piastra soltanto quando essa è calda. Quindi va fatta riscaldare piuttosto bene, altrimenti il rischio che il cibo resti attaccato è molto elevato.

Un’altra soluzione per evitare che il pesce resti incollato sulla piastra, è di cuocerlo senza condimento. Le uniche cose che si potrebbero mettere, sono un po’ di pepe, sale e olio (molto poco), sulla piastra. L’olio andrà steso uniformemente per poi osservare la cottura e girare il pesce da entrambe le parti.

L’ultima alternativa a quelle proposte precedentemente, è la carta da forno. Basterà apporre quest’ultima tra il pesce e la piastra, oppure accartocciarla nel pesce intero o trancio che sia. Con questo metodo rimarrà attaccata esclusivamente la pelle del pesce, ma non alla piastra, bensì alla carta da forno.

I vantaggi nel cucinare alla piastra pesce e verdure

Dopo aver visto come fare in modo che il pesce non resti attaccato alla piastra, è bene sottolineare l’importanza della cottura alla piastra, anche delle verdure. In questo modo, gli alimenti potranno beneficiare della cottura senza che ci siano i grassi aggiunti, che di per sé vengono alterati.

L’ideale è quello di non far scottare troppo sia verdure che pesce. Questo perché in questo modo, nel pesce ad esempio, non verrà perso l’omega 3 contenuto in esso. La cottura delle verdure dovrebbe essere breve, 10 minuti massimo.

Sia la cottura che le temperature della piastra, essendo degli elementi soggettivi, potrebbero variare la condizione della combustione e quindi essa, sarebbe da valutare in base al singolo caso.

Un altro fattore da non sottovalutare è la grandezza del pesce. Si tratta di un pesce poco spesso? Allora ci vorrà una cottura molto più breve rispetto ad un pesce dalle dimensioni più grandi.

Qualora venissero trovate delle parti carbonizzate, esse andranno ripulite minuziosamente così come la griglia dopo averla utilizzata.

Bisognare prestare molta attenzione qualora sia verdure che pesce, si carbonizzano. In quel caso il rischio sarebbe quello di mangiare dei composti nocivi presenti all’interno di quest’ultimi alimenti e ciò precluderebbe persino la qualità del cibo.

Se il pesce fosse di piccole dimensioni, non è necessario girarlo spesso da entrambe le parti, al massimo soltanto una volta.

Le prime volte si potrebbe riscontrare una difficoltà maggiore, quindi l’ideale sarebbe quello di cuocere i pesci dalla polpa grassa e soda, come per esempio le sarde, il tonno o lo sgombro.

Pesce cotto alla griglia o alla piastra?

La scelta di cuocere il pesce alla griglia o alla piastra dipende molto dalle proprie preferenze. Sicuramente entrambi i metodi prevedono sia vantaggi che svantaggi, ma con un’ottima cottura alla piastra, è sicuramente ideale per non mangiare composti nocivi.

Ciò che incide molto sulla cottura in entrambi i metodi è la temperatura regolata. Se è pur vero che essa dev’essere alta, allo stesso tempo non dovrà essere né eccessiva e neppure bassa.