Acqua del pozzo: ecco come farla diventare potabile e ottima da bere

In Italia vi sono abitazioni che non dispongono di acqua corrente di condotta idrica e che di conseguenza utilizzano l’acqua proveniente dalla falda sottostante tramite lo scavo di pozzi artesiani.

Rendere potabile l’acqua proveniente da un pozzo non è un’impresa semplice ed è estremamente importante fare un’analisi dell’acqua per capire come procedere. Iniziamo specificando che nel nostro paese le fonti sotterranee di acqua potabile rappresentano circa l’80%. Alcune provengono dalle sorgenti e altre da pozzi, la qualità dell’acqua potrebbe quindi variare e richiedere interventi minimi per la potabilizzazione oppure presentare diverse contaminazioni, dai nitrati ai composti organo clorurati. Solitamente il livello di contaminazione deriva dalla pressione antropica di cui risente il pozzo e acque particolarmente ricche di elementi nocivi richiederanno l’impiego di diverse tecnologie a cascata.

Sostanze da rimuovere per la potabilizzazione delle acque

La depurazione dell’acqua è naturalmente raccomandata a prescindere dalla fonte di approvvigionamento e i sistemi possono essere molteplici, ma quando si parla dell’acqua di pozzo o di sorgente è necessario avere un occhio di riguardo e non sottovalutare i rischi di una scarsa depurazione.

Infatti, la qualità dell’acqua che consumiamo non è sempre uguale, ma subisce dei cambiamenti nel tempo che possono peggiorarne la qualità. Anche qualora i parametri chimici e microbiologici non superassero la soglia massima sarebbe comunque necessario procedere con la purificazione dell’acqua del pozzo, affinché questa sia sempre sicura sia dal punto di vista dell’inquinamento batterico e chimico dal punto di vista del sapore e dell’odore.

Sia le infiltrazioni di residui animali sia le piogge possono creare inquinamenti microbiologici, mentre per le acque provenienti da acquedotto bisogna anche considerare la quantità di cloro immessa dalla società di gestione e l’invecchiamento delle linee idrauliche di distribuzione. Proprio per questo il primo punto di partenza non può che essere un’attenta analisi chimico fisico-microbiologiche.

È importante non sottovalutare mai la qualità e la sicurezza dell’acqua che consumiamo dal rubinetto, per queste bisogna eliminare tutte le sostanze nocive durante la potabilizzazione, come ad esempio:

  • ferro e manganese;
  • idrogeno solforato presente nelle acque di falda o in aree vulcaniche;
  • solfati presenti nelle acque profonde ed in zone ad attività termale;
  • metalli pesanti (antimonio, arsenico, piombo, originati dagli scarichi industriali);
  • micro inquinanti organici (idrocarburi, pesticidi e solventi);
  • ammoniaca, nitriti, nitrati, ecc.

Attenzione poi anche alla presenza di forme di vita microbiologica che si presentano come plancton, miceti, batteri e patogeni, protozoi, virus, Salmonella ed Escherichia Coli, tutti pericolosissimi se ingeriti.

A questo punto è necessario comprendere i diversi metodi per la purificazione dell’acqua.

Depurazione dell’acqua tramite i filtri

I filtri per l’acqua sono il metodo più comune e sfruttano una valvola idraulica comandata da un programmatore elettronico che regola le fasi del servizio, il lavaggio in controcorrente e il risciacquo. Il lavaggio è avviato manualmente oppure in modo automatico e durante la fase di servizio l’acqua da filtrare attraversa i minerali filtranti dall’altro verso il basso, purificandosi da tutti gli agenti contaminanti. Quando questi compaiono nuovamente i filtri si lavano in controcorrente facendo fluire l’acqua dal basso verso l’alto. Ulteriori informazioni in merito all’installazione e al funzionamento dei filtri per l’acqua si possono trovare sul sito dedicato ai filtri per l’acqua Culligan.

I benefici provenienti dall’utilizzo di questi filtri sono diversi, innanzitutto permettono di depurare qualsiasi tipo di acqua entri nella propria abitazione. Garantiscono poi l’eliminazione di tutti gli elementi pericolosi presenti nell’acqua di pozzo, tra cui il ferro e il manganese. Infine fanno sì che si possa utilizzare direttamente l’acqua di casa, così da risparmiare sull’acquisto di bottiglie d’acqua.

Disinfezione a raggi ultravioletti

Gli apparecchi a raggi ultravioletti eliminano la proliferazione batterica che può essere presente nell’acqua senza aggiungere prodotti chimici. Questo tipo di disinfezione si genera da lampade che emettono luce a lunghezza d’onda più efficace per l’eliminazione di microrganismi e vengono poste all’interno di un tubo di quarzo a sua volta inserito al centro di una camera d’acciaio inox dentro cui scorre l’acqua.

Secondo gli studi effettuati su questo sistema il 99,99% degli agenti patogeni presenti nell’acqua viene distrutto alla lunghezza di 254 nm (nanometri).

I passi per potabilizzare l’acqua di un pozzo

Avendo ora una panoramica più chiara dei motivi per cui è necessario depurare l’acqua del pozzo e i sistemi per farlo, passiamo a una piccola lista di passi per capire come procedere nel concreto.

  1. Stabilire con un tecnico quali parametri analizzare per stabilire la qualità dell’acqua;
  2. Individuare insieme a un esperto il trattamento più idoneo rivolgendosi ad aziende specializzate;
  3. Provvedere a una manutenzione regolare, come ad esempio la sostituzione degli elementi filtranti e la sanitizzazione;
  4. Non utilizzare sistemi di trattamento come brocche filtranti e sistemi simili per bere acqua non potabile, in quanto potrebbero peggiorarne la qualità e la proliferazione batterica. Questi apparecchi vanno utilizzati solo per migliorare le caratteristiche organolettiche dell’acqua potabile.