La scansione 3D e come utilizzarla in ambito ortopedico

La tecnologia degli scanner tridimensionali ha spalancato le porte a nuovi ambiti applicativi,

rivoluzionando molti processi produttivi. Tra i settori che più di altri hanno ricevuto dei benefici in termini competitivi e di performance bisogna citare quello medico, in particolare l’ortopedia. Negli ultimi anni si è registrata infatti una riduzione dei costi relativi all’impiego di questa tecnica all’avanguardia, che ha permesso la diffusione sempre più capillare della stampa 3D in un contesto sanitario. Non più, dunque, un universo appannaggio esclusivo di industria e meccanica ma un contenitore di opportunità per lo sviluppo di attrezzature specializzate dedicate alla cura e alla riabilitazione dei pazienti.

Per comprendere lo spettro di possibilità che si configura, occorre prima analizzare le caratteristiche essenziali di questa metodologia di lavoro: per farlo sarà utile approfondire l’argomento sul portale di corsa3d.it. Il processo con laser scanner tridimensionale consente di acquisire in via digitale forma e posizione di qualsiasi oggetto, descritto attraverso quella che viene definita una ‘nuvola di punti’. Diventa dunque possibile porre in essere il passaggio da un modello di tipo tridimensionale fatto al computer a un oggetto reale (che viene ‘stampato’ con l’ausilio di apparecchiature ad hoc). Per quanto riguarda in particolare il contesto medico e ortopedico, procedendo alla scansione di parti anatomiche, dei pazienti diventa possibile, oltre che conveniente da un punto di vista economico, personalizzare accessori quali tutori e protesi. Tutto questo con l’obiettivo dichiarato di offrire alle persone il percorso riabilitativo migliore possibile.

Una metodologia che consente di affrontare e risolvere situazioni difficili

Per quanto riguarda i principali ambiti applicativi della stampa tridimensionale in ortopedia, è possibile identificarne moltissimi. Tra questi ci sono anche l’utilizzo per scopi didattici e il planning operatorio, ma soprattutto viene messo al centro il paziente per il quale si procede alla realizzazione di protesi custom-made, di strumenti chirurgici calibrati per particolari esigenze e di tutori personalizzati. Le figure che si raccordano, nel sottofondo progettuale, sono l’ingegnere e l’ortopedico: la loro corretta interazione consente una perfetta riuscita del prodotto. La scansione 3D diventa dunque essenziale per affrontare situazioni complesse e casi anche difficili, partendo dal presupposto che gli sviluppi sono sempre in divenire e seguiranno di pari passo il progresso della tecnologia. Per quanto riguarda in particolare le ortesi – busti ortopedici, cinture lombari steccate, cavigliere e così via – sarà utile esaminare le fasi operative che portano alla realizzazione del manufatto. Le prime due sono relative alla scansione dell’arto della persona e alla creazione del modello tridimensionale, la terza e conclusiva è quella della realizzazione in fabbricazione additiva dell’ortesi stessa. Stiamo parlando di strumenti che servono a immobilizzare una particolare articolazione, la quale abbia subito la distorsione dei legamenti, oppure utili nell’ambito della riabilitazione nel caso di artrosi. Le ortesi possono essere impiegate anche con finalità preventive, per esempio per l’osteoporosi. In merito infine agli aspetti legati alla personalizzazione, sarà importante sottolineare la possibilità di riuscire a creare dei dispositivi caratterizzati da differenti livelli di rigidezza e flessibilità, tali da agevolare o inibire i movimenti.