Smaltimento dei materiali pericolosi e dell’amianto in ambito industriale

smaltimento-rifiuti-pericolosi-amianto

La gestione corretta dei materiali pericolosi e dell’amianto è una delle questioni che non possono essere affatto sottovalutate in ambito industriale.

Spesso, infatti, non ci si rende conto di quanto questi materiali possano essere dannosi se trattati in modo improprio. Che si tratti di un piccolo intervento di manutenzione o di una bonifica più ampia, sapere come comportarsi è fondamentale per evitare rischi e sanzioni.

Di seguito, vedremo le regole di base e alcune buone pratiche per gestire lo smaltimento di materiali pericolosi e amianto.

Come riconoscere e gestire i materiali pericolosi

Nel settore industriale, è facile imbattersi in sostanze o materiali considerati pericolosi: solventi, vernici, oli esausti, batterie, rifiuti chimici o polveri tossiche.

Tutti questi elementi, se non gestiti correttamente, possono contaminare il suolo, l’acqua o l’aria, con conseguenze gravi per la salute umana e l’ambiente.

Il primo passo è riconoscere i materiali pericolosi.

Ogni azienda dovrebbe disporre di un registro o di un inventario che identifichi e classifichi i rifiuti generati, specificando quali sono pericolosi in base al codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti).

Dopo l’identificazione, occorre separare e stoccare i materiali pericolosi in contenitori adeguati. È importante non mescolare rifiuti di natura diversa: ad esempio, solventi e acidi non devono mai essere conservati nello stesso luogo, perché potrebbero reagire chimicamente.

Anche la fase di trasporto richiede attenzione.

I rifiuti pericolosi non possono essere movimentati liberamente, ma solo da trasportatori autorizzati, iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, per avere la certezza che i materiali arrivino in impianti di smaltimento o recupero sicuri e certificati.

La gestione corretta dei rifiuti pericolosi, oltre a rispettare la legge, migliora l’immagine delle attività soprattutto in un futuro che premierà le aziende green.

Smaltimento dell’amianto: sicurezza e responsabilità

L’amianto è un materiale che, sebbene oggi vietato, è ancora presente in molte strutture industriali costruite prima degli anni ’90.

Le sue fibre, se disperse nell’aria, possono essere inalate e provocare gravi malattie respiratorie. Per questo motivo, la bonifica e lo smaltimento dell’amianto devono essere effettuati esclusivamente da imprese specializzate e autorizzate.

Il primo passo è la mappatura dei materiali contenenti amianto, che permette di individuare con precisione le aree da bonificare.

In seguito, si procede con un piano di intervento che deve essere approvato dagli enti competenti, come l’ASL o l’ARPA di riferimento. Durante le operazioni, gli operatori utilizzano dispositivi di protezione individuale specifici e seguono procedure rigorose per evitare la dispersione delle fibre.

Una volta rimosso, l’amianto deve essere confezionato in modo sicuro. È fondamentale i contenitori adeguati: i bigbags omologati saranno utili per lo stoccaggio di amianto e materiali pericolosi, perché garantiscono una chiusura ermetica e resistente, impedendo qualsiasi rilascio di fibre o sostanze nocive.

Questi sacchi vengono poi trasportati in discariche autorizzate per il loro trattamento finale.

Gestire correttamente l’amianto non è solo un obbligo di legge, ma anche un dovere etico. Significa proteggere la salute di chi lavora e prevenire danni a lungo termine all’ambiente.

Conclusioni

La gestione e lo smaltimento dei materiali pericolosi e dell’amianto in ambito industriale richiedono attenzione, consapevolezza e rispetto delle procedure, per adempiere a norme burocratiche e tutelare sia le persone che l’ambiente in cui viviamo.

Ogni azienda, grande o piccola, può fare la differenza adottando pratiche di gestione aziendale dei rifiuti, scegliendo contenitori adeguati e affidandosi a professionisti qualificati.