SEO e ricerca vocale, come cambiano le strategie di web marketing

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Chi lavora in ambito SEO lo sa bene: per essere competitivi e offrire servizi sempre all’altezza è indispensabile aggiornarsi frequentemente e adattarsi alle diverse situazioni che si presentano. È successo in occasione del Mobile First e poco prima con la legge sulla privacy e sui cookie.

E molto probabilmente succederà lo stesso con la ricerca vocale o vocal search. Siri, Cortana, Google Now. Oggi gli assistenti digitali sono sempre più diffusi. Vengono utilizzati con grande frequenza per effettuare chiamate o inviare SMS, nonché per effettuare ricerche su Google e altri motori di ricerca. Ed è proprio questo l’aspetto che interessa maggiormente un consulente SEO.

Finora ci si era abituati a keyword e termini di ricerca molto brevi ed essenziali, soprattutto da dispositivi mobili. Oggi non è più così. Ci si rivolge all’assistente vocale in modo molto più naturale, quasi come se si conversasse con un umano. Dopotutto, oggi – secondo alcuni dati molto accurati – il livello di comprensione di un assistente digitale è pari al 95%.

E le ricerche vocali, difatti, sono sempre più frequenti. Se nel 2013 solo il 30% degli utenti aveva effettuato un’operazione di vocal search, nel 2015 questo dato sale al 65%. Mentre nel maggio del 2016 si calcola che una ricerca su cinque è stata effettuata in modalità voce, su dispositivi Android.

OK Google, perché gli utenti scelgono la ricerca vocale

Sempre secondo le statistiche la maggior parte delle persone utilizza la voce per effettuare le più disparate operazioni mentre sta guidando o mentre svolge altre attività e ha dunque le mani occupate. Soltanto una minoranza utilizza la vocal search mentre si trova in compagnia di amici o parenti, segno che probabilmente quello di utilizzare la voce per impartire dei comandi non è ancora un comportamento acquisito e consolidato, quantomeno non in pubblico.

Al di là delle abitudini di utilizzo, però, è innegabile che la ricerca vocale sta trovando sempre maggior spazio, complice, come abbiamo visto, l’ottimo livello di comprensione raggiunto dagli assistenti vocali. Ma quali sono gli aspetti più importanti, dal punto di vista SEO?

SEO e vocal search, quali aspetti considerare

Come abbiamo visto gli utenti utilizzano un modo molto più diretto di interloquire con lo smartphone. Si preferisce dunque formulare la frase ‘qual è la pizzeria più vicina?’ piuttosto che dire, più semplicemente, ‘pizzeria’. Se dunque, fino a qualche tempo fa, l’attenzione era più che altro verso termini di ricerca molto standardizzati e parole chiave brevi concise, oggi – con la rivoluzione vocal – si tenderà sempre di più ad utilizzare chiavi di tipo long tail nell’ottimizzazione on page.

Per rispondere al meglio a ricerche di questo tipo, più discorsive, occorre senz’altro un’attenta pianificazione e riorganizzazione dei contenuti. È necessario predisporre contenuti testuali che rispondano alle domande più frequenti dei nostri utenti, per esempio attraverso lo sviluppo di una pagina di FAQ.

Allo stesso tempo è bene fare molta attenzione all’ottimizzazione mobile del sito, poiché le ricerche vocali avvengono quasi esclusivamente su dispositivo mobile. È necessario che ogni pagina del sito sia usabile e correttamente visualizzabile mediante cellulari e tablet. Senza dimenticare i tempi di caricamento che dovranno essere il più possibile snelli.

Infine, vale la pena di considerare anche l’utilizzo dei rich snippet, facendo ricorso a Schema.org o altri linguaggi similari. Questo dà la possibilità al motore di ricerca di interpretare nel modo più corretto i dati e i contenuti presenti all’interno del sito. Senza avere particolari nozioni di programmazione, è possibile affidarsi allo strumento di Evidenziatore di dati offerto da Search Console, per taggare nel modo più opportuno articoli, ricette, prodotti e altre entità.