Impianti di depurazione domestici: consigli per la scelta migliore

acqua depurata

Una panoramica sul filtraggio dell’acqua domestica

Prima di entrare nel dettaglio e analizzare tutte le opzioni disponibili in merito di qualità e dettagli tecnici degli impianti disponibili sul mercato per la depurazione delle acque domestiche, è forse necessaria una doverosa premessa: su tutto il territorio italiano, in generale, la qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti è buona e gli acquedotti vengono costantemente monitorati. Ma se si volessero verificare le informazioni relative al proprio comune di residenza in merito alle caratteristiche di durezza e qualità dell’acqua, è possibile reperire in rete dei siti che forniscono rapidamente delle informazioni, semplicemente inserendo il nome del comune che ci interessa. I risultati sono espressi principalmente in gradi di durezza francesi (°F), in una scala da 1 a 3 (dolce, media e dura). Ed è proprio qui che possiamo iniziare a valutare la scelta dell’installazione di un impianto di depurazione: spesso una elevata durezza dell’acqua già in fase di erogazione va a sommarsi alle incrostazioni che si formano nelle tubature e negli stessi apparecchi domestici di uso quotidiano, come scaldabagni, caldaie e lavatrici. Il risultato è una alta concentrazione di ioni della durezza, come calcio e magnesio, che condizionano non poco l’efficacia dei tensioattivi dei detersivi utilizzati per il bucato o per la lavastoviglie.

Depurazione dell’acqua in casa, una scelta green?

Per quanto riguarda l’acqua da bere, l’Italia è uno dei maggiori consumatori di acque vendute in bottiglia (soprattutto di plastica PET), con un considerevole impatto ambientale per lo smaltimento di circa 8.5 miliardi di bottiglie all’anno, senza contare il petrolio necessario per produrre la plastica e le emissioni di gas di scarico per il trasporto. E’ curioso che tutto ciò avvenga in un paese dove, come dicevamo, l’acqua erogata dagli impianti di distribuzione è generalmente di buona qualità e a volte più sicura e controllata di molte di quelle vendute in bottiglia. Uno dei motivi probabilmente è quello che per garantire l’efficace disinfezione dell’acqua lungo tutto il percorso dall’acquedotto al rubinetto, vengono immesse grandi quantità di cloro che può provocare odori o sapori sgradevoli. Si tratta quindi di scelte che riguardano la vita quotidiana di ognuno di noi: il cloro, da un punto di vista di impatto sulla salute, è un elemento estremamente controverso ed è bene informarsi nel caso la percentuale presente nell’acqua di casa sia molto elevata. Recenti studi concordano sul fatto che un’alta concentrazione di cloro non è affatto salutare, soprattutto se l’acqua viene bollita, cosa che facciamo quotidianamente per cucinare i cibi. Il motivo per cui viene ancora utilizzato per la disinfezione è che è molto economico: in altri paesi si ricorre ormai da tempo ad altri tipi di soluzioni che hanno come unica controindicazione il costo maggiore. Spesso la decisione di installare un impianto domestico per la depurazione o il filtraggio dell’acqua è un buon modo di abbattere le spese, ad esempio, per l’acquisto dell’acqua minerale, compiendo allo stesso tempo una scelta consapevole per la salute e per la tutela dell’ambiente.

L’obiettivo: purificazione o diminuzione della durezza?

Prima di addentrarsi nei numerosi sistemi esistenti sul mercato per la purificazione dell’acqua domestica è bene focalizzarsi sull’obiettivo che vogliamo raggiungere con questo tipo di installazioni. Si può quindi pensare di effettuare una analisi specifica dell’acqua proveniente dai nostri rubinetti: esistono in commercio diversi kit per effettuare un’analisi veloce, senza doversi necessariamente rivolgere ad un laboratorio specializzato. I risultati di questi test ci forniranno delle utili informazioni sulla qualità dell’acqua di casa in base a dei parametri di pH, durezza e presenza di sostanze come Nitrati, Solfati e Cloruri. E’ proprio in base a questi risultati che bisognerebbe organizzare la scelta per l’impianto di depurazione più idoneo, evitando così di poter ad esempio abbassare troppo il fattore di durezza, essendo l’acqua troppo addolcita non adatta al consumo. Effettuare l’analisi dell’acqua è particolarmente importante soprattutto se in zona sono stati effettuati dei lavori pubblici di sostituzione o installazione di tubature, in seguito ai quali potremmo avere il problema di residui di polvere o sostanze estranee. In alcune zone del paese abbiamo anche il problema di concentrazioni più o meno alte di arsenico, che pur restando entro i limiti massimi di legge è comunque un elemento non proprio adatto al consumo quotidiano nell’acqua da bere. In città oltretutto gli impianti idraulici dei condomini spesso non sono proprio di ultima generazione, esponendoci ai rischi di contaminazioni batteriche. Essere consapevoli della qualità dell’acqua che consumiamo quotidianamente è quindi un passo importante che davvero può migliorarci la qualità della vita.

 

Quale sistema scegliere per la depurazione dell’acqua

In base a queste premesse si può concludere che il sistema migliore per la depurazione dell’acqua domestica come il depuratore acque Culligan è quello che risponde meglio alle nostre necessità, che vanno identificate monitorandone la qualità e le caratteristiche, in base alle quali scegliere la soluzione più adatta.

In linea generale esistono tre grandi categorie di sistemi di depurazione e filtraggio dell’acqua: microfiltrazione, ultrafiltrazione e ad osmosi inversa, delle quali troviamo in commercio diverse tipologie di soluzioni che vanno dalle più economiche (come quelle delle caraffe filtranti, reperibili anche nei supermercati e di costo contenuto), fino a degli impianti di depurazione magnetica sui quali però ci sono ancora opinioni discordanti. Con la microfiltrazione possiamo risolvere già alcuni problemi, partendo con degli apparecchi che si applicano direttamente ai rubinetti. Sono composti da microfiltri per i sedimenti che ci liberano dal problema della presenza di sabbia e ruggine e da filtri a carbone attivo che agiscono sulla presenza di cloro, clorurati e pesticidi.

L’ultrafiltrazione si basa su filtri a membrana con pori di dimensioni inferiori rispetto ai precedenti: siamo nell’ordine di ampiezza pari a 0.01 micron, in grado quindi di filtrare diversi tipi di sostanze dannose e addirittura alcuni pericolosi batteri come l’escherichia-coli. E’ ovvio che tra sistemi di microfiltrazione e ultrafiltrazione ci siano delle differenze di costi anche importanti. Arriviamo quindi ai sistemi di depurazione basati sull’osmosi inversa che sostanzialmente, senza addentrarsi nelle specifiche tecniche, riescono ad eliminare anche i sali minerali presenti nell’acqua. Una soluzione adatta in caso di acque molto inquinate o eccessivamente mineralizzate, non ideale nel caso di condizioni più vicine alla normalità perché si corre il rischio di “acidificare” l’acqua sottraendole troppo i sali minerali.

Pro e contro della depurazione con carbone attivo

L’utilità del carbone per la depurazione non è proprio una novità, fin dall’antichità veniva utilizzato per chiarificare l’acqua e migliorarne il sapore. Oggi disponiamo di filtri composti da questo materiale reso attivo, aumentandone così la naturale capacità di assorbimento: un fenomeno chimico che consiste nell’accumulo di sostanze fluide su una superficie solida. In sostanza i filtri a carbone attivo ci liberano efficacemente dalle impurità prodotte dalle vecchie tubature e dal cloro. Questo effetto però si esaurisce col tempo e i filtri vanno cambiati regolarmente, per evitare che il carbone esausto diventi un ricettacolo di batteri. Per evitare questo pericolo si può ricorrere a dei filtri potenziati da ioni d’argento che però hanno costi maggiori e necessitano comunque di una regolare manutenzione. In ogni caso è meglio assicurarsi della qualità dei filtri utilizzati, assicurandosi che siano di produzione certificata.

 

Le caraffe con filtraggio a carbone attivo

Brocche o caraffe con sistemi di filtraggio a carbone attivo sono ormai degli oggetti reperibili in quasi tutti i supermercati, se ne trovano di diverse marche e a costi più o meno contenuti. Hanno tutte in comune un sistema di filtraggio che consente di consumare immediatamente l’acqua, che raggiunge il livello sottostante i filtri in pochi secondi, consentendoci di consumare un’acqua con una minore concentrazione di cloro e agenti inquinanti, quindi più sicura e dal sapore migliore. Ma come per tutti gli altri sistemi di depurazione vale il principio che l’acqua deve essere consumata il prima possibile o conservata per poco tempo in frigorifero, contrariamente a quanto succede per le acque vendute in bottiglia che viene trattata da un punto di vista microbiologico, proprio per poter essere conservata a lungo prima di essere consumata.

Pro e contro della depurazione a osmosi inversa

L’osmosi inversa è un sistema per la purificazione dell’acqua basato sulla pressione del flusso d’acqua contro una sottile membrana che blocca le sostanze dannose. Un sistema apparentemente semplice che ha però la controindicazione di bloccare anche molte sostanze minerali utili per il nostro organismo, problema parzialmente risolto da membrane più moderne e “selettive” che consentono di ottenere un’acqua meno distillata. Il sistema di filtraggio ad osmosi inversa è forse quello che richiede la maggiore consapevolezza sui tipi di problemi da risolvere che devono conciliarsi con le esigenze in termini di sostanze necessarie per il nostro benessere. E’ particolarmente importante anche scegliere un impianto di qualità ottimale, che garantisca risultati affidabili. Ad esempio alcuni impianti prevedono la presenza di un serbatoio nel quale l’acqua può ristagnare per diverse ore in attesa di essere consumata, correndo il rischio di contaminazione batterica soprattutto nei mesi estivi. In questo caso bisogna integrare con dei filtri battericidi o lampade a raggi UV. La membrana osmotica ha anche bisogno di essere preservata da eventuali danni provocati dal cloro con l’installazione di un sistema di prefiltraggio e come sempre bisognerà assicurarsi di avere un prodotto le cui membrane abbiano una certificazione ottimale.

Altri sistemi per il filtraggio dell’acqua domestica

Troviamo in commercio degli apparecchi per il filtraggio a struttura “chiusa”, che sono basati generalmente su un sistema di filtri a carbone attivo spesso con l’aggiunta di lampade UV disinfettanti. Specifiche tecniche e tipologie di filtri che trattengono determinate sostanze, come anche diversi design e fasce di prezzo sono davvero svariate. Se la nostra scelta ricade su questo tipo di apparecchiature è importante capire se le caratteristiche corrispondono realmente alle nostre necessità, senza farci fuorviare dal design estremamente accattivante di alcuni di questi modelli che pur essendo dei magnifici pezzi di arredamento potrebbero portarci fuori strada rispetto alle problematiche reali che vogliamo risolvere. Sono però tra i sistemi più gettonati se il nostro problema è principalmente la produzione di una buona acqua da bere, spesso infatti sono anche dotati di meccanismi per l’immissione di anidride carbonica e per la refrigerazione. Una vera fonte in casa propria di acqua fresca, depurata e frizzante che oltretutto ci può finalmente liberare dalle inquinanti e poco salutari bottiglie di plastica.